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L’Urologia di Dolo opera col Robot Da Vinci

al via i primi interventi per tumore alla prostata

 

Precisione nell’intervento e minori conseguenze post operatorie: dei vantaggi dell’utilizzo del Robot operatorio Da Vinci usufruiscono anche i pazienti dell’Ulss 13. Recentemente, il primario di Urologia di Dolo, Giorgio Artuso, insieme alla sua équipe (gli urologi Enrico Cossano e Fulvio Laganà) e agli anestesisti dell’Ulss 12, hanno operato a Mestre tre uomini, sulla sessantina, per un tumore alla prostata con un sofisticato sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia. L'intervento si è concluso con successo ed i pazienti, dopo aver trascorso una notte all’Angelo, sono stati trasferiti nella Urologia dolese dove, dopo tre giorni, hanno fatto rientro a casa propria. La recente attivazione, nel febbraio scorso, del Robot Da Vinci nell’Ospedale di Mestre con la formula originale impiegata dalla Regione Veneto, unica in Italia, di un suo utilizzo per tutte le Ulss della provincia di Venezia, ha portato ad un ulteriore arricchimento qualitativo dell’attività interventistica di Urologia dell’Ospedale di Dolo. L’équipe di Dolo, infatti, ha impiegato diverso tempo per prepararsi e formarsi all’utilizzo della sofisticata apparecchiatura chirurgica. “Questo Robot - ha spiegato il primario Artuso - costituisce la frontiera più recente della robotica applicata alla chirurgia e della tecnica detta “videolaparoscopia”. In questa tecnica, grazie ai bracci operanti, alle cui sottilissime estremità sono montati strumenti per tagliare, cauterizzare, suturare, il “robot” costituisce in pratica una potente e precisissima estensione del chirurgo, che lo controlla da remoto e lo manovra attraverso una console dedicata. Una microcamera su un endoscopio restituisce al chirurgo immagini ad altissima definizione degli organi interni del paziente. L’operatore si trova quindi ad operare grazie alle minuscole “mani” del robot, controllando il loro operato su uno schermo e guidandole, con l’uso di joystik e di pedali, a compiere movimenti controllati al millimetro impossibili per delle mani vere”. Con la videolaparoscopia – che trova nel “Robot operatorio Da Vinci” la più efficace concretizzazione – il chirurgo può operare sul corpo del paziente attraverso minuscoli fori, anziché tagli con il bisturi; il sistema consente quindi interventi meno invasivi, con riduzione del rischio operatorio, della perdita ematica, e quindi anche della necessità di trasfusioni, delle cicatrici, del dolore post operatorio e favorisce una maggiore rapidità nel recupero della continenza urinaria e un più probabile mantenimento della potenza sessuale dopo l’intervento. “Bisogna tener presente – ha sottolineato Artuso – che questa tecnica non sostituisce le altre tradizionali, ma si affianca ad esse. Non tutti i pazienti, infatti, sono candidati all’intervento col Robot. Vengono prima valutati e, a seconda del caso clinico, si decide il tipo migliore di intervento a cui sottoporli”. “Il Robot Da Vinci – ha dichiarato il direttore generale dell’Ulss 13 Gino Gumirato – è uno strumento all’avanguardia che ci permette di mettere a frutto le collaborazioni interaziendali. In questo modo le professionalità delle varie Ulss sono in rete, si confrontano, lavorano insieme, e tutto questo non può che andare nella direzione giusta, cioè quella che punta a offrire una buona sanità ai nostri cittadini. Desidero augurare un buon lavoro alla mia équipe di Urologia, al primario Artuso e agli operatori sanitari della Ulss 12 e delle altre Ulss che lavorano insieme a questo progetto”.